Riforma Gelmini: l’università è sotto assedio

Novembre 13, 2009

Il ministro Gelmini annunciava di essere intenzionata a sposarsi e a scrivere un libro di favole. Forse sarà una raccolta di tutte le balle che ha raccontato sulla scuola e sull’università pubblica in questi mesi e sul suo operato. Attendiamo di vederla nelle librerie augurandole di non fare tanti errori come quando legifera.

Quel che per ora è certo è che nel libro delle favole ci sarà largo spazio alla riforma dell’università, ma si tratterà di un libro di favole dell’orrore.
Nonostante il ministro Tremonti oggi abbia salutato con entusiasmo la riforma universitaria, dicendo che “i giovani ministri” del governo crescono, la proposta del governo è l’ennesima ipoteca sul futuro del Paese e di noi giovani.

Il governo vuole distruggere l’università pubblica, riducendola ai minimi termini, togliendo qualsiasi spazio di democrazia e privatizzando quanto possibile. Tutto questo come al solito senza un disegno qualificazione: l’unica cosa chiara è la volontà di risparmiare.
Ma senza lilleri non si lallera: il nostro sistema di istruzione e formazione necessità di investimenti massicci per tornare a essere motore di sviluppo e di mobilità sociale, il governo invece scegli di disinvestire e di privatizzare.

Se affiancato alla “riforma” della secondaria il ddl sull’università ci restituisce un sistema nel quale l’istruzione di qualità non è un diritto ma un privilegio, riservato a chi può permettersi alternative al sistema pubblico: altro che merito, qui c’è dietro il trionfo dell’Italia delle raccomandazioni e dei familismi.

Basta vedere come nel ddl università viene affrontata la questione del diritto allo studio, trasformata in uno spot sulle eccellenze proprio all’indomani della figuraccia del ministero sui bonus agli studenti centini.

Quello che vogliamo è un aumento degli investimenti sull’istruzione e l’università, un sistema di diritto allo studio che garantisca il successo formativo per tutti, nessuno escluso, obbiettivo sottolineato anche dal presidente Napolitano nel suo discorso di inaugurazione dell’anno scolastico.

Ecco perché la Rete riprende un percorso di mobilitazione anche a fianco degli studenti universitari. Oggi saremo con loro nelle iniziative cittadine il 6 novembre a Roma in una grande manifestazione nazionale: per chiedere indietro il nostro diritto allo studio.

 

UNIVERSITA: ecco i contenuti del decreto

Meno studenti e più manager nei C.d.A. degli atenei.

Viene riformulata la composizione dei consigli di amministrazione che saranno aperti per almeno il 40% ad esterni, ci sarà un solo studente nonostante rappresenterà la componente più numerosa della comunità accademica.

Dopo la possibilità di trasformazione in fondazione di diritto privato prevista dalla 133, questo è un ulteriore passaggio verso l’aziendalizzazione delle università e della loro dipendenza dal mercato.

Spariscono le facoltà! Università sempre meno democratiche.

Le attività di ricerca e di insegnamento saranno attribuite ai dipartimenti che potranno decidere di accorparsi in strutture di raccordo o meno. Il senato accademico perde molti poteri che vengono trasferiti al C.d.A. e al Rettore.

Test d’accesso anche per le borse di studio!

Viene istituito un fondo nazionale per il “merito” al quale, previo pagamento, possono accedere gli studenti che vorranno tentare la fortuna e vincere una borsa di studio. Invece di dedicare maggiori risorse alle borse di studio la Gelmini inventa l’ennesima lotteria.

Delega per riformare il diritto allo studio.

La Gelmini decide che il diritto allo studio è un argomento superficiale, uno di quelli che basta una delega al Governo per affrontarli. Non si pensa ad una discussione preventiva con gli studenti e con le Regioni, non si capisce con quale indirizzo si vuole riformare il diritto allo studio, anche se possiamo immaginarci che ci infileranno i privati visto la tenenza.

Finanziamenti agli atenei in base al costo standard studente.

Si prevede che una parte del fondo di finanziamento ordinario venga ripartita in base al costo standard unitario di formazione per studente in corso. L’idea di creare università di serie A e di serie B trova applicazione nell’introduzione di questo assurdo parametro che non tiene conto delle differenze che possono intercorrere per esempio tra l’università di Palermo e quella Milano immerse in realtà territoriali completamente diverse.

Una riforma a costo zero.

Quanti soldi erogherà il ministero per questa riforma? Zero! Infatti il disegno di legge prevede che dall’attuazione della riforma non devono derivare “oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”. E come se si volesse ristrutturare un palazzo senza soldi.

più info su www.udu.it


CGIL Brindisi: il Distretto Aerospaziale Pugliese, il Caso Agusta Westland

Novembre 11, 2009

vendolaIl “Distretto Aerospaziale pugliese – il caso Agusta Westland” è il tema di un qualificato incontro organizzato dalla CGIL di Brindisi per Giovedì 12 Novembre 2009 alle ore 16.00, presso l’Auditorium della biblioteca Provinciale di Brindisi.

Ad introdurre i lavori

Leo Caroli, segretario Generale Cgil Brindisi

Maurizio Coppola, Rsu di Agusta Westland.

Partecipano:

Domenico Mennitti, Sindaco di Brindisi,

Massimo Ferrarese, Presidente della Provincia di Brindisi,

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia

Giuseppe Acierno, Presidente del Distretto Aerospaziale Pugliese.

All’assemblea pubblica è stata invitata l’Agusta Westland.

Conclude:

Gianni Rinaldini, Segretario Generale Fiom Cgil.


Festa dell’Unità d’Italia e Giornata delle forze armate.

Novembre 4, 2009

cunità d'Italiaon la Festa dell’Unità NazionaleLa Giornata delle Forze Armate, contraddistinte dal logo che sotto le tre bandiere riporta la scritta ‘1861-2011. 150° anniversario Unità d’Italia’, prendono il via le grandi celebrazioni per l’Unità Nazionale, che proseguiranno nel 2010 con il 140° anniversario di Roma Capitale e nel 2011 con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Le celebrazioni ufficiali avranno inizio a Roma il 4 novembre, quando alle ore 9.00, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto sull’Altare della Patria al Complesso del Vittoriano.

Termineranno invece domenica 8 a Piazza del Popolo, con l’esibizione delle Frecce Tricolori, della fanfara dei bersaglieri, delle bande militari, del coro dell’Associazione Nazionale Alpini e del concerto finale del Maestro Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra Italiana.

Il ricco programma contempla l’apertura delle caserme, conferenze nelle scuolemostre fotografiche, esposizioni di mezzi alla Festa al Circo Massimo, sfilate e concerti e seppure fortemente caratterizzato da un’enorme dispiegamento di forze militari non mancherà certo di coinvolgere un pubblico eterogeneo, in gran parte rapito dalla ‘spettacolarità’ delle celebrazioni.


La Puglia la regione più colpita dai tagli all’istruzione e dalla fuga di menti

Ottobre 9, 2009

La situazione delle università in Puglia langue. Le nostre università hanno subito i maggiori tagli dei finanziamenti da parte del governo, secondo la classifica degli atenei virtuosi stilata dal MIUR la Puglia emerge come regione con il più grave deficit di efficienza universitaria. Fanalino di coda nelle università italiane risulta Foggia che di conseguenza riceve il 3% in meno di finanziamenti da parte del ministero, dati negativi si evincono anche per i due atenei maggiori l’Università di Bari vede ridotti i suoi finanziamenti dell’1,90% e l’Università del Salento del 1,16% il dato si riversa come un macigno sulle spalle delle sedi periferiche, il polo universitario brindisino, letteralmente schiacciato e diviso tra Bari e Lecce, come del resto anche il polo di Taranto. Brindisi e Taranto non avendo un proprio ateneo indipendente sono le città che risentono maggiormente, e non a caso, dei tagli operati sulle sedi centrali che inevitabilmente si ripercuotono sulle strutture a parer loro periferiche. Unico dato positivo la timida crescita di finanziamenti per il Politecnico di Bari, un contributo pari allo 0,25% in più rispetto allo scorso anno, ben misero contributo per quello che è da considerarsi il terzo politecnico d’Italia.

Non sorprende la scelta degli studenti brindisini di frequentare le università del centro e del nord Italia da fuorisede. Sono ben 46.000 gli universitari pugliesi fuorisede, per un reddito sottratto alla regione che supera i 380.000.000 di euro. Una scelta quella di studiare da fuorisede che ha un costo per l’economia pugliese e brindisina. Un costo che si tramuta in guadagno per il Centro Nord ed in particolare per i comuni universitari. Abbiamo cercato di quantificare quanto costa un fuorisede alle famiglie d’origine ed anche qual è l’incidenza proprio sul reddito familiare. Uno studente fuorisede assorbe mediamente il 33% del budget familiare. Annualmente sono 8.500 gli euro che una famiglia sborsa per mantenere gli studi fuori regione del figlio. La voce più pesante è l’affitto, 3600 euro annui, seguita dalla spesa per il cibo 2860, dal tempo libero 2040, dalle tasse 1100 euro, dai libri 390 euro e dai trasporti 145 euro.

Non solo soldi, la risorsa più importante che dalla Puglia in particolare e dal Sud in generale si muove verso il Nord sono i “cervelli”. Sei studenti su dieci non tornano più.  La fuga di cervelli è la naturale conseguenza dell’assenza di una reale rete industriale ed imprenditoriale nel meridione. A parte il pubblico impiego, del resto già saturo e vessato da continui tagli, ci sono poche opportunità di lavoro in aziende private ed è naturale che chi ha determinate ambizioni fugga. Risulta del resto scoraggiante il luogo comune, a volte dobbiamo ammetterlo, corrispondente a verità, secondo il quale nel Sud c’è un modo di intendere l’industria in maniera patriarcale, con il fondatore che preferisce fidarsi di persone a lui vicine, soprattutto della famiglia e che magari non hanno neanche il massimo titolo di studi, piuttosto che investire in giovani laureati che potrebbero contribuire ad elevare la qualità dell’azienda. E’ una problematica storica del meridione. Attualmente la situazione sia migliora lentamente ed in particolare per la Puglia si intravede un profondo tentativo di modernizzazione. C’è tuttavia da parte dei giovani la percezione che la situazione sia irrecuperabile. In questo senso è normale che in tanti partano per studiare fuori.

La situazione non è migliore per le scuole superiori, ad anno scolastico appena iniziato già si vedono gli effetti devastanti delle scelte del Governo: tagli indiscriminati e licenziamenti di massa dei precari, più alunni, meno docenti e scuole senza soldi per il loro funzionamento quotidiano. Sono 8 i miliardi di euro tagliati in tre anni alla scuola pubblica operati dal governo con 132.00 posti di lavoro in meno.

I debiti  e la gran parte non hanno neanche i soldi per garantire le condizioni minime per il loro funzionamento quotidiano, per le supplenze e le attività didattiche. In tali condizioni quest’anno accade ancora più spesso quello che è già avvenuto lo scorso anno: gli studenti vengono sparpagliati in altre classi per la mancanza di personale docente, mancano come al solito i soldi per le fotocopie ed i sussidi didattici, solo pochi spiccioli per i corsi di recupero obbligatori che hanno potuto funzionare solo con orari ridotti ed accorpati per più ambiti disciplinari.

L’edilizia scolastica langue, strutture i cui sistemi di sicurezza sono spesso obsoleti, e nella nostra provincia gli ex ospedali continuano ad essere utilizzati come scuole e spesso, cosa molto pericolosa, da non sottovalutare, le uscite di sicurezza risultano essere chiuse a chiave o con lucchetti. Ancora sostanzialmente incompleto è l’obbligo innanzitutto morale di rimuovere le barriere architettoniche di accesso agli istituti per i diversamente abili, non vogliamo mai più vedere scene di studenti che vengono trasportati a braccio nella scuola per superare quel maledetto gradino e poi quelle scale che gli impediscono di raggiungere da solo la propria aula. Vogliamo un piano straordinario di edilizia cofinanziato con le Regioni e gli Enti locali, per la messa a norma e la modernizzazione delle strutture scolastiche. Vogliamo una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno con il raggiungimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale, come garanzia minima della realizzazione dei diritti di cittadinanza e di accesso ai gradi più alti degli studi.

Vogliamo una scuola più sicura e qualificata con risorse finanziarie adeguate e con sostanziosi interventi per la sicurezza, la funzionalità delle strutture scolastiche. Proponiamo un’indennità di disoccupazione per due anni per i docenti precari a cui non è stato rinnovato il contratto. Riteniamo assolutamente imprescindibile assegnare risorse adeguate alle scuole, per il loro funzionamento e per l’offerta formativa. Vogliamo che venga attuato un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio energetico, per la realizzazione di laboratori e attrezzature didattiche, anche con la riduzione dei vincoli del patto di stabilità, che blocca gli investimenti degli enti locali e lo snellimento delle procedure amministrative.

Deve essere garantito per gli studenti il diritto allo studio ed al successo scolastico, finanziando, d’intesa con le Regioni e gli Enti Locali, un piano nazionale  per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo, mense e trasporti. Prestare particolare attenzione al raggiungimento del successo scolastico dei diversamente abili e degli studenti svantaggiati e la piena integrazione degli studenti immigrati al fine di contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico. Proponiamo che sia attivato un sistema di valutazione delle scuole e dei docenti, gestito dagli stessi studenti e riguardante docenti e dirigenti scolastici. Soprattutto proponiamo di stanziare più risorse per sostenere la ricerca e lo scambio culturale al fine di sviluppare reti di scuole che sperimentino nuove metodologie didattiche e che consentano di condividere e moltiplicare le buone pratiche ed i percorsi virtuosi intrapresi da ogni singola Istituzione.


Hanno dato la vita al servizio della Patria, Lutto Nazionale.

Settembre 17, 2009

esercito-italianoFonte ANSA - Sei militari italiani sono stati uccisi e quattro feriti in un attentato avvenuto nel pieno centro di Kabul, sulla Massoud Circle, la strada che conduce all’aeroporto della capitale afghana. Sia i morti che i feriti (questi ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186.o Reggimento Paracadutisti Folgore. Nell’attentato sono morti anche due afghani e oltre 30 civili sarebbero rimasti feriti.
Decine di veicoli hanno preso fuoco. L’attacco è stato rivendicato dai talebani ed è stato fatto – hanno riferito fonti dei ribelli ad Al Jazira – “con lo scopo di dimostrare che nessuno può considerarsi al sicuro in Afghanistan”. “Sui mezzi c’erano complessivamente 10 nostri soldati. Sei sono morti”, ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al Senato. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. Due delle vittime tornavano dalla licenza. Secondo una prima ricostruzione della Difesa italiana, a provocare l’esplosione sarebbe stata un’autobomba. Due i mezzi militari – due veicoli blindati Lince – rimasti coinvolti.

L’auto carica di esplosivo è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti. L’attentato è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l’ambasciata Usa, il comando Isaf e l’aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani.

L’ultimo è stato l’8 settembre scorso, quando un’autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all’entrata della base aerea della Nato. Il Presidente dela Repubblica Giorgio Napolitano è stato informato a Tokyo dell’attentato; il premier Silvio Berlusconi ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell’intero Governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul.

NB: La strage di soldati italiani a Kabul ha spinto la Federazione nazionale della stampa, il sindacato nazionale dei giornalisti, a rinviare la manifestazione in difesa della libertà di stampa, in programma sabato prossimo.

Seguiranno aggiornamenti.


Libertà di Stampa!

Settembre 16, 2009

libertàdiStampaAderiamo alla manifestazione lanciata dalla FNSI Federazione Nazionale Stampa Italiana di sabato 19/9/09.

Hanno già aderito a livelo nazionale CGIL, IDV, Sinistra e Libertà, PD, PRC, ARCI, ANPI, ACLI, Libertà e Giustiza, ANAC, SAI – Sindacato attori italiano – SLC CGIL, ApTI- Associazione per il Teatro Italiano e molte associazioni civiche e culturali.


La casta dei medici e i brogli per entrarci. NO al numero chiuso nelle professioni sanitarie!

Settembre 5, 2009

mediciOmacellaiSi sostituiva ai candidati, alterando i propri documenti, per sostenere quiz e prove d’esame universitarie dietro un compenso di 3.000 euro, salvo esito positivo.

Con questa accusa è stato denunciato oggi dalla polizia, che ne dà notizia, un giovane siciliano, colto in flagrante durante alcuni controlli avvenuti oggi nel corso dei test di ammissione alla facoltà di Medicina dell’Università la Sapienza di Roma.

Durante i servizi che la questura dispone quotidianamente all’interno dell’università, si legge in una nota, agenti in borghese si sono accorti che il candidato, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G., aveva apposto sul verbale della commissione un firma diversa da quella riportata sulla carta d’identità presentata.

A seguito di rapide indagini, il documento è risultato contraffatto e il giovane, condotto in commissariato, ha confessato di essersi più volte “sostituito” ad altri candidati per eseguire al loro posto i test, con un costo dell’operazione di 3.000 euro, ad ammissione ottenuta.

Ma questa volta gli è andata male. Oltre a lui — M.N. — è stato denunciato dalla polizia, dopo essere stato rintracciato, anche il “vero” V.G.

Si sostituiva ai candidati, alterando i propri documenti, per sostenere quiz e prove d’esame universitarie dietro un compenso di 3.000 euro, salvo esito positivo.  

Con questa accusa è stato denunciato oggi dalla polizia, che ne dà notizia, un giovane siciliano, colto in flagrante durante alcuni controlli avvenuti oggi nel corso dei test di ammissione alla facoltà di Medicina dell’Università la Sapienza di Roma.

 

Durante i servizi che la questura dispone quotidianamente all’interno dell’università, si legge in una nota, agenti in borghese si sono accorti che il candidato, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G., aveva apposto sul verbale della commissione un firma diversa da quella riportata sulla carta d’identità presentata.

 

A seguito di rapide indagini, il documento è risultato contraffatto e il giovane, condotto in commissariato, ha confessato di essersi più volte “sostituito” ad altri candidati per eseguire al loro posto i test, con un costo dell’operazione di 3.000 euro, ad ammissione ottenuta.

 

Ma questa volta gli è andata male. Oltre a lui — M.N. — è stato denunciato dalla polizia, dopo essere stato rintracciato, anche il “vero” V.G.


Ostuni Film Festival

Luglio 9, 2009

cinesmile9 Luglio parte la prima edizione di Cinesmile – Ostuni Film Festival, il primo festival dedicato all’impegno sociale e al sorriso, che si svolgerà ad Ostuni dal 9 all’11 luglio.
Promosso dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di Ostuni, il festival è un’iniziativa organizzata da Bunker Lab in collaborazione con BCC San Marzano di San Giuseppe, sotto la direzione artistica del produttore cinematografico Alessandro Contessa.

Il festival si aprirà alle 17.30 con la proiezione in ANTEPRIMA delle prime due puntate della serie tv britannica The Office.

Tra gli eventi di punta della giornata, vi sarà l’ANTEPRIMA dedicata al CINEMA BALCANICO, con la proiezione del film The Shutka Book of Records del regista Aleksandar Manic. L’evento sarà preceduto dalla premiazione di Mingo (Striscia la Notizia) come “Personaggio CineSmile dell’anno”.
Per la sezione CINESMILE IERI/OGGI verranno messi a confronto due film che si cimentano, con ironia e leggerezza, con i problemi della terza età: La casa del sorriso di Marco Ferreri e Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio.
Gli incontri del CINEMA BIOLOGICO vedranno invece protagonisti il cantante dei Sud Sound System Nandu Popu e il regista Luca Cirasola, che presenterà il suo documentario Riprendiamoci, sulle difficoltà della ricostruzione dopo il terremoto abruzzese. Seguirà l’incontro con l’attore tarantino Michele Riondino (protagonista di Il passato è una terra straniera e Fortàpasc) e la proiezione del film L’amara vita di Alessandro Zizzo.
A concludere la serata, per la sezione EVASIONI, sarà il film Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, con Kasia Smutniak, Cristiano Godano, Fabio Troiano, Luciana Littizzetto

Di seguito il programma completo della prima giornata:
• ore 17.30 CINEMA ROMA TVSMILE
THE OFFICE di Ricky Gervais e Steve Merchant, con Ricky Gervais, Martin Freeman, McKenzie Crook. Stagione 1, episodi: 1- 2, Durata: 60’, GB 2001: Serie Tv britannica incentrata sulle vicende, spesso grottesche ed esilaranti, di alcuni dipendenti di un ufficio inglese.

• ore 18.30 CINEMA ROMA CINESMILE IERI
LA CASA DEL SORRISO di Marco Ferreri, con Enzo Cannavale, Ingrid Thulin, Dado Ruspoli. Durata: 95’, Ita 1991: Passione amorosa tra un’ex segretaria d’albergo e un ex professore di musica in una casa di riposo per anziani. Le cose si complicano quando gli inservienti sottraggono alla donna la dentiera… Orso d’oro al Festival di Berlino.

• ore 20.30 CINEMA ROMA CINESMILE OGGI
PRANZO DI FERRAGOSTO di Gianni Di Gregorio, con Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza. Durata: 75’, Ita 2008: Gianni accetta suo malgrado di ospitare tre anziane signore nell’appartamento che divide con la madre e, tra capricci e imprevisti, si avvia a trascorrere con loro il pranzo di ferragosto.

• ore 20.04 (al tramonto) EX OPIFICIO CINEMA BIOLOGICO
APERITIVO e incontro con Nandu Popu (Sud Sound System) e il regista Luca Cirasola, proiezione del documentario Riprendiamoci di Luca Cirasola. Durata: 10’, Ita 2009: Le difficoltà della ricostruzione all’indomani del terremoto in Abruzzo.

• ore 21.00 ARENA ROMA
PREMIO CINESMILE a Mingo (Striscia la Notizia) e saluto del Sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella.
A seguire ANTEPRIMA CINEMA BALCANICO
THE SHUTKA BOOK OF RECORDS di Aleksandar Manic, con Bajram Severdzan. Durata: 78’, Ser/Mon/Rep Ceca/Fin 2005: Tutti a Shutka, in Macedonia, sembrano impegnati in qualche bizzarra competizione. Collezionisti di film porno o musica turca, cacciatori di vampiri o playboy novantenni…

• ore 22.00 EX OPIFICIO CINEMA BIOLOGICO
Incontro con l’attore tarantino Michele Riondino A seguire proiezione del film L’amara vita di Alessandro Zizzo, con Angelo Argentina, Giannicola Resta, Michele Riondino

• ore 23.20 ARENA ROMA EVASIONI
TUTTA COLPA DI GIUDA di Davide Ferrario, con Kasia Smutniak, Cristiano Godano, Fabio Troiano, Luciana Littizzetto. Durata: 102’, Ita 2009: Una giovane regista teatrale vuole mettere in scena un’insolita “Passione di Cristo” all’interno di un carcere, ma nessuno dei detenuti vuole fare la parte di Giuda…


G8 per lo sviluppo contro la povertà

Luglio 8, 2009

g8worldLa Coalizione italiana contro la povertà chiede ai Paesi del G8 e in particolare al Governo
italiano, in qualità di presidente di turno, di rispettare gli impegni presi per sconfiggere
la povertà, di adottare misure efficaci contro i cambiamenti climatici e di raggiungere
gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
  
In particolare chiediamo al G8 di

  1. Garantire a tutti l’accesso gratuito alle cure mediche base e per sconfiggere HIV, tubercolosi e malaria
  2. Ripensare le priorità e le strategie di sviluppo, ripartendo da un modello che possa:
    • restituire dignità al lavoro
    • garantire l’accesso ai beni pubblici globali
    • assicurare  il godimento dei diritti umani grazie ad una governance democratiche, rappresentative e trasparenti
    • puntare a un modello di sviluppo a bassa intensità energetica, che valorizzi le risorse e i cicli naturali
    • aumentare il controllo delle comunità locali sui propri territori e sulle risorse necessarie per la sussistenza
    • allargare  la partecipazione a tutti i soggetti coinvolti, in particolar modo alle donne, che costituiscono l’elemento essenziale di qualsiasi dinamica di sviluppo.
  1. Aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo fino a raggiungere lo 0,7% del PIL.
  2. Finanziare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi più poveri previsti in seno alla UNFCCC e la riduzione delle emissioni inquinanti.
  3. Controllare e contrastare la volatilità dei prezzi dei prodotti di base, eliminare i sussidi all’agricoltura, rinegoziare gli accordi commerciali definendo un sistema aperto, non discriminatorio, a supporto di un modello agro-alimentare sostenibile, rispettoso della biodiversità e dei mercati locali.
  4. Coinvolgere i paesi emergenti e quelli più poveri nella definizione di politiche di sviluppo e includere nei tavoli internazionali i paesi più poveri dell’Africa, finora quasi sempre esclusi  dall’attuale sistema economico e finanziario, rivelatosi fallimentare.

I diritti umani di centinaia di milioni di persone nel mondo, sono minacciati dalla crisi economica e finanziaria e dai cambiamenti climatici. E’ drammaticamente a rischio l’esistenza stessa di queste persone. Il prossimo Summit del G8, che sarà presieduto dall’Italia, è un’occasione storica per ripensare le regole, le priorità e la sostenibilità dello sviluppo. La Coalizione italiana contro la povertà ritiene urgente che vengano modificate le priorità, le strategie e i numeri della politica e dell’economia internazionali. IL G8. Cosa, come, quando e dove? Il G8 consiste in un processo che culmina in un Vertice con cadenza annuale, nel corso del quale i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dialogano per trovare soluzioni alle principali questioni globali riassunte nella “Dichiarazione Finale”. Il Gruppo degli Otto o G8 è composto da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Francia, Stati Uniti e Russia sono rappresentati dai Capi di Stato; Regno Unito, Germania, Giappone, Italia e Canada partecipano con i propri Capi di Governo. L’Unione Europea – attraverso la Commissione Europea – partecipa al G8, ma non presiede né ospita il Vertice G8. Gli otto membri si incontrano una volta all’anno a livello di Capi di Stato e Governo. In ambito G8, un ruolo fondamentale è svolto dagli Sherpa (dal nome delle guide che aiutano gli scalatori a raggiungere le vette himalayane) che rappresentano personalmente i rispettivi Capi di Stato e di Governo per tutte le questioni che formano l’agenda del Vertice. Dopo il terremoto che ha colpito l’Abruzzo e l’Italia lo scorso 6 aprile è seguita la decisione di spostare a L’Aquila il Vertice inizialmente previsto nell’arcipelago della Maddalena, sia come segno di attenzione e solidarietà per i luoghi e le popolazioni colpite, sia per dare un ulteriore segnale nel senso della sobrietà e della vicinanza delle istituzioni alle persone. Il G8 si terrà quindi presso la scuola della Guardia di Finanza, alle porte della città di L’Aquila, nel quartiere di Coppito. Il G8 si svolgerà dall’8 al 10 luglio 2009. Le nostre richieste: SERVIZI ESSENZIALI L’Italia può influire in maniera rilevante e dare impulso ai principali strumenti in atto per garantire i diritti economici e sociali: l’Education For All Fast Track Initiative, il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria, il General Framework for Action e altre iniziative globali sull’acqua. SICUREZZA ALIMENTARE La FAO ha stimato che le persone che soffrono la fame sono quasi un miliardo. Un bilancio drammatico, acuito dalla speculazione finanziaria responsabile di milioni di nuovi poveri. Per contrastare questa situazione, è urgente adottare strumenti che assicurino la stabilità finanziaria e climatica, combattano la volatilità dei prezzi e aiutino gli agricoltori del Sud ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Il primo fondamentale passo è investire nell’agricoltura gestita dai piccoli agricoltori del Sud del mondo e proteggere i più vulnerabili dalla fame, passando subito dai 3.9 miliardi di dollari stanziati nel 2006 a 30 miliardi di dollari all’anno. FINANZA GLOBALE Correggere le distorsioni che hanno portato alla attuale crisi finanziaria internazionale e orientare un nuovo assetto che contribuisca a realizzare il diritto universale allo sviluppo: è questa la duplice sfida che deve affrontare la comunità internazionale. Per vincere questa sfida storica, bisogna arginare la speculazione finanziaria, monitorare i suoi strumenti (hegde funds, private equity, derivati) e porre fine allo scandalo dei paradisi fiscali. Fermare immediatamente la fuga di capitali che colpisce i Paesi del Sud è la condizione essenziale del nuovo assetto finanziario. E’ fondamentale inoltre rilanciare gli impegni assunti a Monterrey e intervenire in maniera decisa per mettere sotto controllo la speculazione e la volatilità dei capitali. L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo va aumentato su scala globale, nel rispetto degli impegni assunti dai Paesi del G8 a Gleaneagles nel 2005, fino al traguardo dello 0,7% del PIL entro il 2015. Un risultato, questo, che fa parte dell’Ottavo Obiettivo del Millennio delle Nazioni Unite. CLIMA L’emergenza climatica rappresenta il rischio maggiore che la comunità internazionale deve affrontare: il 2009 infatti potrebbe essere l’anno decisivo per il Pianeta. I Paesi del G8 devono e possono svolgere un ruolo essenziale anche per ciò che attiene lo sviluppo sostenibile: devono, perché sono responsabili di circa il 39% delle emissioni attuali di gas serra e del 62% delle emissioni storiche; possono perché, pur rappresentando solo il 13,5% della popolazione, detengono oltre il 60% della ricchezza mondiale. Il G8 deve contribuire a creare un accordo equo, ambizioso ed in linea con la scienza che, mantenendo il riscaldamento globale il più lontano possibile dai 2 gradi centigradi, eviti dei cambiamenti climatici disastrosi ed irreversibili. I paesi sviluppati devono impegnarsi a ridurre le emissioni , entro il 2020, di almeno il 40% (per rapporto ai livelli del 1990) e a mettere a disposizione le risorse ingenti necessarie per l’adattamento, la mitigazione ed il trasferimento di tecnologie per i paesi in via di sviluppo. I bisogni totali ammontano ad almeno 110 miliardi all’anno. Per l’adattamento i paesi sviluppati dovranno fornire tra i 50 e gli 86 miliardi di dollari all’anno se si vuole evitare che le popolazioni vulnerabili siano colpite in modo drammatico. ll G8 deve rilanciare subito il negoziato multilaterale, che dovrà condurre ad un risultato positivo in occasione della Conferenza delle Parti di Copenhagen del dicembre 2009. UNA NUOVA GOVERNANCE GLOBALE E’ urgente una nuova governance che assicuri la tutela dei beni pubblici globali. C’è troppo potere concentrato nelle mani di pochi che hanno una influenza sproporzionata, anche all’interno delle istituzioni multilaterali. E’ essenziale, quindi, un passaggio ad una democrazia più trasparente nei processi decisionali; una democrazia, basata sullo stato di diritto e sull’etica delle responsabilità, che superi il conflitto fra interesse nazionale e solidarietà internazionale e che miri al bene comune.


Studi all’Estero

Giugno 21, 2009

erasmus“Programma Leonardo da Vinci” – ora parte del Lifelong Learning Programme Obiettivi: sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo. I candidati dovranno aver concluso la formazione accademica (laurea di I livello o specialistica o magistrale o di vecchio ordinamento o Specializzazione o Master o Dottorato di ricerca) da non più di 24 mesi alla data di scadenza del bando e non essere iscritti a nessun corso di laurea, a Scuole di Specializzazione universitarie, a corsi universitari di Master o Dottorato di ricerca al momento della presentazione della candidatura e sino alla conclusione del tirocinio. L’Università del Salento partecipa al Programma Leonardo in un Consorzio coordinato dall’Università di Foggia e in partenariato con altre 16 università italiane Programma comunitario LLP/erasmus – Student placement-mobilità studenti per tirocini Il Programma Erasmus permette agli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore di accedere a tirocini presso imprese*, centri di formazione e di ricerca (escluse istituzioni europee o organizzazioni che gestiscono programmi europei) presenti in uno dei Paesi Partecipanti (27 Stati membri dell’UE+ 3 Paesi della Spazio Economico Europeo, ovvero Islanda, Liechtenstein, Norvegia + Turchia quale Paese candidato) al Programma. Lo studente Erasmus, che riceve per il periodo di tirocinio un contributo comunitario ad hoc, ha l’opportunità di acquisire competenze specifiche ed una migliore comprensione della cultura socioeconomica del Paese ospitante, con il supporto di corsi di preparazione o di aggiornamento nella lingua del Paese di accoglienza (o nella lingua di lavoro). L’attività di tirocinio a tempo pieno verrà riconosciuta come parte integrante del programma di studi (previa approvazione del corso di laurea) consentendo allo studente di acquisire una professionalità in linea con la sua formazione accademica. Prima della partenza, ogni studente Erasmus deve essere in possesso di un programma di lavoro (Training Agreement) sottoscritto dal beneficiario, dall’Istituto di istruzione superiore di appartenenza e dall’organismo di accoglienza. Il periodo del tirocinio deve essere coperto da un contratto (Placement Contract) sottoscritto dal beneficiario e dall’Istituto di istruzione superiore o consorzio di partenza. Per tirocinio s’intende un periodo di formazione e/o esperienza professionale che un beneficiario trascorre presso imprese/ONG/enti di formazione/laboratori ed istituti di ricerca, con le quali l’Università del Salento ha instaurato un partenariato. E’ tuttavia possibile che un candidato individui personalmente l’azienda dove intende effettuare uno stage (in qualsiasi nazione dell’Unione Europea o Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Bulgaria, Romania e Turchia). L’ammontare del contributo comunitario è pari ad euro 600,00 mensili. L’Università del Salento ha erogato borse della durata di 3 o 4 mesi. *Per impresa si intende: “qualsiasi impresa del settore pubblico o privato, indipendentemente dalle dimensioni, dallo status giuridico o dal settore economico nel quale opera, nonché ogni tipo di attività economica, compresa l’economia sociale”; Non possono essere considerati enti di accoglienza: ¿ le Istituzioni europee nonché gli organismi che gestiscono programmi comunitari, al fine di evitare possibili conflitti di interessi; le rappresentanze dei paesi dei beneficiari, come ad esempio ambasciate, consolati, istituti culturali, ecc. a causa del requisito della transnazionalità. – Tirocini promossi e gestiti dalla fondazione Crui Tirocini CRUI-MAE Il programma è rivolto a laureandi di vecchio ordinamento e neo laureati di vecchio e nuovo ordinamento, esclusivamente di cittadinanza italiana, da non oltre 18 mesi offre a laureandi e neo-laureandi la possibilità di effettuare un periodo di formazione presso il Ministero, le sue rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari, le rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali e gli Istituti di Cultura. Durata dello stage: 3 mesi con possibilità di proroga sino a 4 mesi. La partecipazione allo stage non prevede alcun finanziamento Per partecipare al bando, gli studenti dovranno presentare la domanda utilizzando una web application accessibile tramite il sito della CRUI. – Programma di stage Assocamerestero – Università Italiane Il programma offre a laureandi e neo-laureati di V.O. e N.O. la possibilità di effettuare un periodo di formazione presso le camere di commercio italiane all’estero. Questi ultimi dovranno depositare la propria candidatura all’interno del software tirocini, seguendo le procedure indicate sul sito. Una volta recepite le candidature attraverso il sistema software, le Università procedono ad una prima preselezione volta alla definizione della rosa dei candidati da trasmettere alla Fondazione CRUI. La Fondazione CRUI procederà, una volta chiusi i termini per la raccolta delle candidature, alla selezione finale congiuntamente con Assocamerestero, e comunicherà alle Università gli abbinamenti effettuati. La durata del tirocinio è di 3/6 mesi. La partecipazione allo stage non prevede alcun finanziamento Sono pubblicati 2 bandi l’anno. – Borse di studio del Ministero degli Affari Esteri La sezione contiene, fra l’altro, i testi dei bandi relativi a borse di studio per i cittadini italiani e una lista dei Paesi che le offrono, nonché gli aggiornamenti periodici relativi alle stesse borse.