il 12 e 13 Giugno: Vota sì

giugno 12, 2011

I quesiti sono su nucleare, legittimo impedimento e due sull’acqua. Noi sostenitori  del SI puntiamo innanzitutto sul raggiungimento del quorum necessario a rendere valide le votazioni.

E’ importante votare Sì:

1 – Acqua e Servizi: I due quesiti sull’acqua riguardano la possibilità che il servizio (non la proprietà, che è sempre del demanio) ritorni ad essere pubblico

2- Nucleare: volete impedire che vengano costruite in Italia?

3 – Legittimo Impedimento: Abrogare la legge del legittimo impedimento per le cariche istituzionali che consente di non presentarsi in un aula di tribunale, in caso di processo, a causa di impegni


10 proposte per l’università pubblica.

settembre 8, 2010

1. Nuovo sistema CREDITO per MERITO, Borsa di studio garantita a tutti gli studenti con la media del 30, innalzamento del reddito minimo per gli aventi diritto sino ai 30.000 euro annui per nucleo familiare con prerequisito di una media superiore al 28.

2. Mobilità con treni e aerei, convenzioni di sconto per tutti gli universitari per gli spostamenti con Trenitalia, sconto sulle tasse d’imbarco dagli aeroporti italiani per gli studenti universitari .

3. Rafforzamento del Prestito d’Onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio. Potenziamento delle relazioni all’interno dell’asse Università-Banche- Imprese, al fine di aprire il mondo del sapere e dell’innovazione alle imprese sul principio del reciproco arricchimento e delle medesime prospettive economico culturali.

4. Incremento delle risorse per le borse collaborazione presso le università, le forze armate, le imprese e gli enti culturali per un numero di 150 ore con rimborso spese per lo studente e finanziamenti pari al 100% dello stipendio semestrale per le aziende che decidono di assumere gli studenti tirocinanti con un contratto a termine di durata almeno annuale.

5. Sostituzione delle mense universitarie con i buoni pasto sul modello aziendale.

6. Incentivi fiscali alle aziende private che decidono di investire nelle università e nelle scuole pubbliche.

7. Sconto del 50% per gli studenti superiori e universitari per le iniziative a sfondo culturale organizzate da enti pubblici e incentivi fiscali per i privati che applichino lo stesso sconto

8. Salario minimo garantito per gli studenti universitari in regola con gli esami e con una media pari o superiore al 29 e contributo per l’affitto a tutti gli universitari con una media superiore al 27 recuperando i fondi attraverso la vendita delle obsolete “casa dello studente”.

9. Raddoppio e copertura totale delle borse per i dottorandi attraverso sponsor privati.

10. Incentivi fiscali alle aziende che applichino sconti pari o superiori al 25% per gli studenti universitari che acquistino Personal Computer e Notebook.


Festa dell’Unità e delle forze armate.

novembre 4, 2009

cunità d'Italiaon la Festa dell’Unità NazionaleLa Giornata delle Forze Armate, contraddistinte dal logo che sotto le tre bandiere riporta la scritta ‘1861-2011. 150° anniversario Unità d’Italia’, prendono il via le grandi celebrazioni per l’Unità Nazionale, che proseguiranno nel 2010 con il 140° anniversario di Roma Capitale e nel 2011 con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Le celebrazioni ufficiali avranno inizio a Roma il 4 novembre, quando alle ore 9.00, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto sull’Altare della Patria al Complesso del Vittoriano.

Termineranno invece domenica 8 a Piazza del Popolo, con l’esibizione delle Frecce Tricolori, della fanfara dei bersaglieri, delle bande militari, del coro dell’Associazione Nazionale Alpini e del concerto finale del Maestro Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra Italiana.

Il ricco programma contempla l’apertura delle caserme, conferenze nelle scuolemostre fotografiche, esposizioni di mezzi alla Festa al Circo Massimo, sfilate e concerti e seppure fortemente caratterizzato da un’enorme dispiegamento di forze militari non mancherà certo di coinvolgere un pubblico eterogeneo, in gran parte rapito dalla ‘spettacolarità’ delle celebrazioni.


La Puglia la regione più colpita dai tagli all’istruzione e dalla fuga di menti

ottobre 9, 2009

La situazione delle università in Puglia langue. Le nostre università hanno subito i maggiori tagli dei finanziamenti da parte del governo, secondo la classifica degli atenei virtuosi stilata dal MIUR la Puglia emerge come regione con il più grave deficit di efficienza universitaria. Fanalino di coda nelle università italiane risulta Foggia che di conseguenza riceve il 3% in meno di finanziamenti da parte del ministero, dati negativi si evincono anche per i due atenei maggiori l’Università di Bari vede ridotti i suoi finanziamenti dell’1,90% e l’Università del Salento del 1,16% il dato si riversa come un macigno sulle spalle delle sedi periferiche, il polo universitario brindisino, letteralmente schiacciato e diviso tra Bari e Lecce, come del resto anche il polo di Taranto. Brindisi e Taranto non avendo un proprio ateneo indipendente sono le città che risentono maggiormente, e non a caso, dei tagli operati sulle sedi centrali che inevitabilmente si ripercuotono sulle strutture a parer loro periferiche. Unico dato positivo la timida crescita di finanziamenti per il Politecnico di Bari, un contributo pari allo 0,25% in più rispetto allo scorso anno, ben misero contributo per quello che è da considerarsi il terzo politecnico d’Italia.

Non sorprende la scelta degli studenti brindisini di frequentare le università del centro e del nord Italia da fuorisede. Sono ben 46.000 gli universitari pugliesi fuorisede, per un reddito sottratto alla regione che supera i 380.000.000 di euro. Una scelta quella di studiare da fuorisede che ha un costo per l’economia pugliese e brindisina. Un costo che si tramuta in guadagno per il Centro Nord ed in particolare per i comuni universitari. Abbiamo cercato di quantificare quanto costa un fuorisede alle famiglie d’origine ed anche qual è l’incidenza proprio sul reddito familiare. Uno studente fuorisede assorbe mediamente il 33% del budget familiare. Annualmente sono 8.500 gli euro che una famiglia sborsa per mantenere gli studi fuori regione del figlio. La voce più pesante è l’affitto, 3600 euro annui, seguita dalla spesa per il cibo 2860, dal tempo libero 2040, dalle tasse 1100 euro, dai libri 390 euro e dai trasporti 145 euro.

Non solo soldi, la risorsa più importante che dalla Puglia in particolare e dal Sud in generale si muove verso il Nord sono i “cervelli”. Sei studenti su dieci non tornano più.  La fuga di cervelli è la naturale conseguenza dell’assenza di una reale rete industriale ed imprenditoriale nel meridione. A parte il pubblico impiego, del resto già saturo e vessato da continui tagli, ci sono poche opportunità di lavoro in aziende private ed è naturale che chi ha determinate ambizioni fugga. Risulta del resto scoraggiante il luogo comune, a volte dobbiamo ammetterlo, corrispondente a verità, secondo il quale nel Sud c’è un modo di intendere l’industria in maniera patriarcale, con il fondatore che preferisce fidarsi di persone a lui vicine, soprattutto della famiglia e che magari non hanno neanche il massimo titolo di studi, piuttosto che investire in giovani laureati che potrebbero contribuire ad elevare la qualità dell’azienda. E’ una problematica storica del meridione. Attualmente la situazione sia migliora lentamente ed in particolare per la Puglia si intravede un profondo tentativo di modernizzazione. C’è tuttavia da parte dei giovani la percezione che la situazione sia irrecuperabile. In questo senso è normale che in tanti partano per studiare fuori.

La situazione non è migliore per le scuole superiori, ad anno scolastico appena iniziato già si vedono gli effetti devastanti delle scelte del Governo: tagli indiscriminati e licenziamenti di massa dei precari, più alunni, meno docenti e scuole senza soldi per il loro funzionamento quotidiano. Sono 8 i miliardi di euro tagliati in tre anni alla scuola pubblica operati dal governo con 132.00 posti di lavoro in meno.

I debiti  e la gran parte non hanno neanche i soldi per garantire le condizioni minime per il loro funzionamento quotidiano, per le supplenze e le attività didattiche. In tali condizioni quest’anno accade ancora più spesso quello che è già avvenuto lo scorso anno: gli studenti vengono sparpagliati in altre classi per la mancanza di personale docente, mancano come al solito i soldi per le fotocopie ed i sussidi didattici, solo pochi spiccioli per i corsi di recupero obbligatori che hanno potuto funzionare solo con orari ridotti ed accorpati per più ambiti disciplinari.

L’edilizia scolastica langue, strutture i cui sistemi di sicurezza sono spesso obsoleti, e nella nostra provincia gli ex ospedali continuano ad essere utilizzati come scuole e spesso, cosa molto pericolosa, da non sottovalutare, le uscite di sicurezza risultano essere chiuse a chiave o con lucchetti. Ancora sostanzialmente incompleto è l’obbligo innanzitutto morale di rimuovere le barriere architettoniche di accesso agli istituti per i diversamente abili, non vogliamo mai più vedere scene di studenti che vengono trasportati a braccio nella scuola per superare quel maledetto gradino e poi quelle scale che gli impediscono di raggiungere da solo la propria aula. Vogliamo un piano straordinario di edilizia cofinanziato con le Regioni e gli Enti locali, per la messa a norma e la modernizzazione delle strutture scolastiche. Vogliamo una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno con il raggiungimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale, come garanzia minima della realizzazione dei diritti di cittadinanza e di accesso ai gradi più alti degli studi.

Vogliamo una scuola più sicura e qualificata con risorse finanziarie adeguate e con sostanziosi interventi per la sicurezza, la funzionalità delle strutture scolastiche. Proponiamo un’indennità di disoccupazione per due anni per i docenti precari a cui non è stato rinnovato il contratto. Riteniamo assolutamente imprescindibile assegnare risorse adeguate alle scuole, per il loro funzionamento e per l’offerta formativa. Vogliamo che venga attuato un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio energetico, per la realizzazione di laboratori e attrezzature didattiche, anche con la riduzione dei vincoli del patto di stabilità, che blocca gli investimenti degli enti locali e lo snellimento delle procedure amministrative.

Deve essere garantito per gli studenti il diritto allo studio ed al successo scolastico, finanziando, d’intesa con le Regioni e gli Enti Locali, un piano nazionale  per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo, mense e trasporti. Prestare particolare attenzione al raggiungimento del successo scolastico dei diversamente abili e degli studenti svantaggiati e la piena integrazione degli studenti immigrati al fine di contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico. Proponiamo che sia attivato un sistema di valutazione delle scuole e dei docenti, gestito dagli stessi studenti e riguardante docenti e dirigenti scolastici. Soprattutto proponiamo di stanziare più risorse per sostenere la ricerca e lo scambio culturale al fine di sviluppare reti di scuole che sperimentino nuove metodologie didattiche e che consentano di condividere e moltiplicare le buone pratiche ed i percorsi virtuosi intrapresi da ogni singola Istituzione.


Hanno dato la vita al servizio della Patria

settembre 17, 2009

esercito-italianoFonte ANSA - Sei militari italiani sono stati uccisi e quattro feriti in un attentato avvenuto nel pieno centro di Kabul, sulla Massoud Circle, la strada che conduce all’aeroporto della capitale afghana. Sia i morti che i feriti (questi ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186.o Reggimento Paracadutisti Folgore. Nell’attentato sono morti anche due afghani e oltre 30 civili sarebbero rimasti feriti.
Decine di veicoli hanno preso fuoco. L’attacco è stato rivendicato dai talebani ed è stato fatto – hanno riferito fonti dei ribelli ad Al Jazira – “con lo scopo di dimostrare che nessuno può considerarsi al sicuro in Afghanistan”. “Sui mezzi c’erano complessivamente 10 nostri soldati. Sei sono morti”, ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al Senato. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince. Due delle vittime tornavano dalla licenza. Secondo una prima ricostruzione della Difesa italiana, a provocare l’esplosione sarebbe stata un’autobomba. Due i mezzi militari – due veicoli blindati Lince – rimasti coinvolti.

L’auto carica di esplosivo è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti. L’attentato è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l’ambasciata Usa, il comando Isaf e l’aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere. Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani.

L’ultimo è stato l’8 settembre scorso, quando un’autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all’entrata della base aerea della Nato. Il Presidente dela Repubblica Giorgio Napolitano è stato informato a Tokyo dell’attentato; il premier Silvio Berlusconi ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell’intero Governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul.

NB: La strage di soldati italiani a Kabul ha spinto la Federazione nazionale della stampa, il sindacato nazionale dei giornalisti, a rinviare la manifestazione in difesa della libertà di stampa, in programma sabato prossimo.

Seguiranno aggiornamenti.


Studi all’Estero

giugno 21, 2009

erasmus“Programma Leonardo da Vinci” – ora parte del Lifelong Learning Programme Obiettivi: sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo. I candidati dovranno aver concluso la formazione accademica (laurea di I livello o specialistica o magistrale o di vecchio ordinamento o Specializzazione o Master o Dottorato di ricerca) da non più di 24 mesi alla data di scadenza del bando e non essere iscritti a nessun corso di laurea, a Scuole di Specializzazione universitarie, a corsi universitari di Master o Dottorato di ricerca al momento della presentazione della candidatura e sino alla conclusione del tirocinio. L’Università del Salento partecipa al Programma Leonardo in un Consorzio coordinato dall’Università di Foggia e in partenariato con altre 16 università italiane Programma comunitario LLP/erasmus – Student placement-mobilità studenti per tirocini Il Programma Erasmus permette agli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore di accedere a tirocini presso imprese*, centri di formazione e di ricerca (escluse istituzioni europee o organizzazioni che gestiscono programmi europei) presenti in uno dei Paesi Partecipanti (27 Stati membri dell’UE+ 3 Paesi della Spazio Economico Europeo, ovvero Islanda, Liechtenstein, Norvegia + Turchia quale Paese candidato) al Programma. Lo studente Erasmus, che riceve per il periodo di tirocinio un contributo comunitario ad hoc, ha l’opportunità di acquisire competenze specifiche ed una migliore comprensione della cultura socioeconomica del Paese ospitante, con il supporto di corsi di preparazione o di aggiornamento nella lingua del Paese di accoglienza (o nella lingua di lavoro). L’attività di tirocinio a tempo pieno verrà riconosciuta come parte integrante del programma di studi (previa approvazione del corso di laurea) consentendo allo studente di acquisire una professionalità in linea con la sua formazione accademica. Prima della partenza, ogni studente Erasmus deve essere in possesso di un programma di lavoro (Training Agreement) sottoscritto dal beneficiario, dall’Istituto di istruzione superiore di appartenenza e dall’organismo di accoglienza. Il periodo del tirocinio deve essere coperto da un contratto (Placement Contract) sottoscritto dal beneficiario e dall’Istituto di istruzione superiore o consorzio di partenza. Per tirocinio s’intende un periodo di formazione e/o esperienza professionale che un beneficiario trascorre presso imprese/ONG/enti di formazione/laboratori ed istituti di ricerca, con le quali l’Università del Salento ha instaurato un partenariato. E’ tuttavia possibile che un candidato individui personalmente l’azienda dove intende effettuare uno stage (in qualsiasi nazione dell’Unione Europea o Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Bulgaria, Romania e Turchia). L’ammontare del contributo comunitario è pari ad euro 600,00 mensili. L’Università del Salento ha erogato borse della durata di 3 o 4 mesi. *Per impresa si intende: “qualsiasi impresa del settore pubblico o privato, indipendentemente dalle dimensioni, dallo status giuridico o dal settore economico nel quale opera, nonché ogni tipo di attività economica, compresa l’economia sociale”; Non possono essere considerati enti di accoglienza: ¿ le Istituzioni europee nonché gli organismi che gestiscono programmi comunitari, al fine di evitare possibili conflitti di interessi; le rappresentanze dei paesi dei beneficiari, come ad esempio ambasciate, consolati, istituti culturali, ecc. a causa del requisito della transnazionalità. – Tirocini promossi e gestiti dalla fondazione Crui Tirocini CRUI-MAE Il programma è rivolto a laureandi di vecchio ordinamento e neo laureati di vecchio e nuovo ordinamento, esclusivamente di cittadinanza italiana, da non oltre 18 mesi offre a laureandi e neo-laureandi la possibilità di effettuare un periodo di formazione presso il Ministero, le sue rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari, le rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali e gli Istituti di Cultura. Durata dello stage: 3 mesi con possibilità di proroga sino a 4 mesi. La partecipazione allo stage non prevede alcun finanziamento Per partecipare al bando, gli studenti dovranno presentare la domanda utilizzando una web application accessibile tramite il sito della CRUI. – Programma di stage Assocamerestero – Università Italiane Il programma offre a laureandi e neo-laureati di V.O. e N.O. la possibilità di effettuare un periodo di formazione presso le camere di commercio italiane all’estero. Questi ultimi dovranno depositare la propria candidatura all’interno del software tirocini, seguendo le procedure indicate sul sito. Una volta recepite le candidature attraverso il sistema software, le Università procedono ad una prima preselezione volta alla definizione della rosa dei candidati da trasmettere alla Fondazione CRUI. La Fondazione CRUI procederà, una volta chiusi i termini per la raccolta delle candidature, alla selezione finale congiuntamente con Assocamerestero, e comunicherà alle Università gli abbinamenti effettuati. La durata del tirocinio è di 3/6 mesi. La partecipazione allo stage non prevede alcun finanziamento Sono pubblicati 2 bandi l’anno. – Borse di studio del Ministero degli Affari Esteri La sezione contiene, fra l’altro, i testi dei bandi relativi a borse di studio per i cittadini italiani e una lista dei Paesi che le offrono, nonché gli aggiornamenti periodici relativi alle stesse borse.


Europa e Sviluppo, il punto

marzo 2, 2008

unita-degli-universitari.jpgL’Unione Europea si trova dinanzi a una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e dalle sfide presentate da una nuova economia basata sulla conoscenza. Questi cambiamenti interessano ogni aspetto della vita delle persone e richiedono una trasformazione radicale dell’economia europea. Il ritmo rapido e sempre crescente dei mutamenti rende urgente un’azione immediata da parte dell’Europa per sfruttare appieno i vantaggi derivanti dalle opportunità che si presentano. Ne consegue la necessità per l’UE di stabilire un obiettivo strategico chiaro e di concordare un programma ambizioso al fine di creare le infrastrutture del sapere, promuovere l’innovazione e le riforme economiche, e modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d’istruzione. L’Europa vanta il miglior contesto macroeconomico di tutta una generazione. Conseguentemente a una politica monetaria orientata verso la stabilità, supportata da politiche di bilancio sane in un contesto di moderazione salariale, l’inflazione e i tassi d’interesse sono bassi, i disavanzi del settore pubblico sono stati notevolmente ridotti e la bilancia dei pagamenti dell’UE è in equilibrio.

 Questi punti di forza non devono farci dimenticare l’esistenza di una serie di debolezze. Più di 20 milioni di europei sono tuttora disoccupati. Il tasso di occupazione è eccessivamente basso ed è caratterizzato da un’insufficiente partecipazione al mercato del lavoro di donne e lavoratori anziani. La disoccupazione strutturale di lungo periodo e marcati squilibri regionali in materia di disoccupazione restano endemici in certe zone dell’Unione. Il settore dei servizi è sviluppato in modo insufficiente, soprattutto per quanto riguarda le telecomunicazioni e Internet. Sussiste una mancanza di qualificazione che si sta accentuando, segnatamente nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, in cui un numero sempre crescente di posti di lavoro rimane inoccupato. Dato l’attuale miglioramento della situazione economica, è questo il momento di intraprendere riforme sia economiche che sociali nel quadro di una strategia positiva che combini competitività e coesione sociale. Il passaggio a un’economia digitale, basata sulla conoscenza, indotta da nuovi beni e servizi, metterà a disposizione un potente motore per la crescita, la competitività e l’occupazione. Inoltre sarà in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e l’ambiente. 

Le imprese e i cittadini devono avere accesso a un’infrastruttura delle comunicazioni a livello globale poco costosa e a un’ampia gamma di servizi. Occorre che ogni cittadino possieda le competenze necessarie per vivere e lavorare in questa nuova società dell’informazione. Mezzi diversi di accesso dovranno impedire l’esclusione dall’informazione. I disabili dovranno essere oggetto di particolare attenzione. Le tecnologie dell’informazione possono essere utilizzate per reimpostare lo sviluppo urbano e regionale e promuovere tecnologie compatibili con la tutela dell’ambiente. Le industrie che producono contenuti informativi creano un valore aggiunto mettendo a frutto la diversità culturale europea e veicolandola in rete. È necessario che le amministrazioni pubbliche compiano effettivi sforzi a tutti i livelli per avvalersi delle nuove tecnologie e far sì che le informazioni siano il più possibile accessibili.

 L’esistenza di mercati finanziari efficienti e trasparenti favorisce la crescita e l’occupazione attraverso una migliore distribuzione del capitale e la riduzione dei costi di quest’ultimo. Siffatti mercati svolgono un ruolo essenziale in termini di impulso alle nuove idee, sostegno alla cultura imprenditoriale e promozione sia dell’accesso alle nuove tecnologie che dell’utilizzo delle medesime. È essenziale sfruttare le potenzialità dell’euro per progredire verso l’integrazione dei mercati finanziari dell’UE. Inoltre l’esistenza di mercati del capitale di rischio efficienti svolge una funzione importantissima per le piccole e medie imprese innovative e a forte crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili.


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