Europa e Sviluppo, il punto

marzo 2, 2008

unita-degli-universitari.jpgL’Unione Europea si trova dinanzi a una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e dalle sfide presentate da una nuova economia basata sulla conoscenza. Questi cambiamenti interessano ogni aspetto della vita delle persone e richiedono una trasformazione radicale dell’economia europea. Il ritmo rapido e sempre crescente dei mutamenti rende urgente un’azione immediata da parte dell’Europa per sfruttare appieno i vantaggi derivanti dalle opportunità che si presentano. Ne consegue la necessità per l’UE di stabilire un obiettivo strategico chiaro e di concordare un programma ambizioso al fine di creare le infrastrutture del sapere, promuovere l’innovazione e le riforme economiche, e modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d’istruzione. L’Europa vanta il miglior contesto macroeconomico di tutta una generazione. Conseguentemente a una politica monetaria orientata verso la stabilità, supportata da politiche di bilancio sane in un contesto di moderazione salariale, l’inflazione e i tassi d’interesse sono bassi, i disavanzi del settore pubblico sono stati notevolmente ridotti e la bilancia dei pagamenti dell’UE è in equilibrio.

 Questi punti di forza non devono farci dimenticare l’esistenza di una serie di debolezze. Più di 20 milioni di europei sono tuttora disoccupati. Il tasso di occupazione è eccessivamente basso ed è caratterizzato da un’insufficiente partecipazione al mercato del lavoro di donne e lavoratori anziani. La disoccupazione strutturale di lungo periodo e marcati squilibri regionali in materia di disoccupazione restano endemici in certe zone dell’Unione. Il settore dei servizi è sviluppato in modo insufficiente, soprattutto per quanto riguarda le telecomunicazioni e Internet. Sussiste una mancanza di qualificazione che si sta accentuando, segnatamente nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, in cui un numero sempre crescente di posti di lavoro rimane inoccupato. Dato l’attuale miglioramento della situazione economica, è questo il momento di intraprendere riforme sia economiche che sociali nel quadro di una strategia positiva che combini competitività e coesione sociale. Il passaggio a un’economia digitale, basata sulla conoscenza, indotta da nuovi beni e servizi, metterà a disposizione un potente motore per la crescita, la competitività e l’occupazione. Inoltre sarà in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e l’ambiente. 

Le imprese e i cittadini devono avere accesso a un’infrastruttura delle comunicazioni a livello globale poco costosa e a un’ampia gamma di servizi. Occorre che ogni cittadino possieda le competenze necessarie per vivere e lavorare in questa nuova società dell’informazione. Mezzi diversi di accesso dovranno impedire l’esclusione dall’informazione. I disabili dovranno essere oggetto di particolare attenzione. Le tecnologie dell’informazione possono essere utilizzate per reimpostare lo sviluppo urbano e regionale e promuovere tecnologie compatibili con la tutela dell’ambiente. Le industrie che producono contenuti informativi creano un valore aggiunto mettendo a frutto la diversità culturale europea e veicolandola in rete. È necessario che le amministrazioni pubbliche compiano effettivi sforzi a tutti i livelli per avvalersi delle nuove tecnologie e far sì che le informazioni siano il più possibile accessibili.

 L’esistenza di mercati finanziari efficienti e trasparenti favorisce la crescita e l’occupazione attraverso una migliore distribuzione del capitale e la riduzione dei costi di quest’ultimo. Siffatti mercati svolgono un ruolo essenziale in termini di impulso alle nuove idee, sostegno alla cultura imprenditoriale e promozione sia dell’accesso alle nuove tecnologie che dell’utilizzo delle medesime. È essenziale sfruttare le potenzialità dell’euro per progredire verso l’integrazione dei mercati finanziari dell’UE. Inoltre l’esistenza di mercati del capitale di rischio efficienti svolge una funzione importantissima per le piccole e medie imprese innovative e a forte crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili.


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